E finalmente qualcuno che riesce, partendo da se stesso, a fare una critica della dipendenza maschile/meridionale, nelle accezioni sia gay che etero. E riesce a identificare il Nemico che c’è sotto. Parlo di Totentanz…
p.s.
obietterei sull’accento di “a’ mamma”, io sapevo che si dicesse “a’ mammà”
Tags: bambocci, dipendenza, gay, giovani
Novembre 1, 2007 a +00:0020073930UTC01: am30 Giovedì,Novembre,1,07
Io direi che l’errore sta prima di “mamma” – che è corretto. L’apostrofo precede, non segue: “‘a”, non “a’”…
Novembre 1, 2007 a +00:0020072730UTC01: am30 Giovedì,Novembre,1,07
Ah no, leggo l’articolo: l’apostrofo proprio non ci va: è dativo, è un “dillo a mamma”…
Novembre 1, 2007 a +00:0020072830UTC01: am30 Giovedì,Novembre,1,07
Assolutamento no.
Trattasi di vocativo. Il dativo in italiano non esiste, gattaccio
Novembre 1, 2007 a +00:0020074830UTC01: pm30 Giovedì,Novembre,1,07
Più che di casi parlerei di complementi. Sarebbe un complemento di termine.
Le mamme napoletane dei Quartieri Spagnoli dicono “a mammà”, le mamme napoletane chic del Vomero italianizzano.
Grazie per il link. Anni fa scrissi un post molto più articolato sulla mostruosità del mammismo meridionale, non credo che l’archivio di allora sia ancora disponibile, ora vado a scartabellare un po’.