Figure materne

Agosto 27, 2007

CP ha passato anche questa estate da solo in città. Niente badante, o ritenuta insufficiente, da anni è il solo accudimento della sua mamma novantenne. E io mi chiedo qual è la domanda di un figlio
ormai adulto e ultracinquantenne, che segue sua madre passo passo verso la morte. Il desiderio di fermarla, la morte, a qualsiasi costo, quella della madre e la propria, certo. Ma anche il desiderio di essere, più che un figlio maschio, una sorella, una figlia minore o forse la madre stessa. Una madre migliore di quella reale. Scucchiaiarsi l’ideale dal reale, risalendo lungo il fiume della vita fino a un utero di 90 anni. A costo delle vita. Che da sempre poi è l’unica posta in palio.

2 Risposte a “Figure materne”


  1. Io ho una cugina così. Un essere umano non stupido, dolce, in gamba. Autocondannatasi (auto-: perché le pressioni di una famiglia cattolica aiutano, ma non bastano) a essere una ragazzina, sempre, anche a quarantacinque anni: ma con la tristezza di una cinquantenne triste. E le parenti della generazione precendete a cui bada hanno più serenità e vita di lei – e tutte tranne una non la opprimono la metà di quel che si opprime lei.

    Ogni volta che la sento, mi sento in colpa per non riuscire a strapparla via, o a farla uscire, dalla sua prigione autoimposta. Perché al fondo, davvero, è una donna deliziosa.

    Se trovi un modo di spezzare questi cordoni ombelicali in forma di nodi scorsoi, dimmelo.

    Intanto, un abbraccio.

  2. tato Dice:

    semplicisticamente (ma solo nella forma e non nella sostanza) direi che il tuo amico CP ha più bisogno della dedizione alla madre di quanto non ne abbia lei, sicuramente


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