Continua dal post precedente e mi ci hanno fatto pensare i commenti. Di una donna sui 40, che viveva con un’amica. Vende oggetti di mesticheria nei mercati rionali di Roma, guadagnando anche molto bene. Ha un aspetto molto “sono appena scesa dal tir che ho lasciato in secondo fila, quindi fai presto quello che ti dico”. Ma è in realtà persona squisita.
Abbandonata dalla sua compagna, le ha lasciato anche la casa che avevano comprato insieme, e tosta com’è, ha provato a fare entrare questo suo avvenimento privato negli scambi con le signore sue clienti. Mi disse un giorno: “Tanto io posso pure raccontargli che volo, quelle non ci credono”. Ma tu che gli dici? “Gli dico, signo’, lo sconto nun jo posso fa’, chè mi moglie s’è tenuta casa!”
E le clienti se n’andavano ridendo: “Sta matta”.
Ci sono forme della coscienza eterosessuale che sono come quelle coperte di plastica sulle piscine d’inverno. Non passa niente.
Gennaio 12, 2007 a +00:0020075331UTC12: am31 Venerdì,Gennaio,12,07
Dopo anni a far cavolate per la tensione del “dico/non dico”, ho deciso che erano tutte energie che potevo investire più proficuamente: e tendo a uscire dall’armadio della mia bisessualità diretta come il treno dei Fratelli Lumiére, se il discorso lo richiede. (Giusto per sfatare il mito dei bisessuali tutti “velati”, anche.) Complici la mia aria relativamente femminile e il mio matrimonio, ottengo risultati notevoli. Spero sempre che serva un po’ a far questionare quel che la gente dà per scontato, ma contro la stupidità anche gli Déi lottano invano…
Gennaio 14, 2007 a +00:0020070331UTC14: am31 Domenica,Gennaio,14,07
non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire!!!
Gennaio 14, 2007 a +00:0020072331UTC14: pm31 Domenica,Gennaio,14,07
Max, ti riferisci alle persone bisessuali?