Lo specchio del Max’s

Gennaio 7, 2007

Finalmente ho trovato uno che mi ha convinto (mai sarei andato da solo). Ci sono andato, alla mia veneranda età. Come se uno facesse la prima comunione a 50 anni. Eccomi qui, una sera al Max’s di Roma, a decine mi avran detto: “dovresti andare al Max, la’ c’è il tuo pubblico”.

Me astemio, una “corona” in mano, un sorriso ebete, morto di freddo perché mi son vestito male. Dice l’accompagnatore: è una sera morta, non c’è folla. Nelle sere vive ci farà più caldo grazie alla traspirazione, penso. Io non ballo. Non bevo, faccio pochi cappottini sugli altri, mentre qui sento che non si fa che questo.

Occhi che guardano bassi, radiografie clandestine al volo. Sento di star entrando in molti data base mentali, qualcuno mi guarda interessato, è gente che non toccherei per sbaglio, i miei simili. Vado via alle 2,10, quello del guardaroba fuma e mi ha impuzzito il cappotto, ma lo ammiro, studia un manuale di radiologia fra un cliente e l’altro. Mi basta. Troppi vecchi come me, con un bicchiere in mano e niente da stringere. Lo specchio fa male.

4 Risposte a “Lo specchio del Max’s”

  1. eo Dice:

    da uno degli accompagnatori: io il cappotto l’ho ritirato alle 2.30. prima di me una kira dice all’altra: ammooore! ho quarantanni e non si vedeno! guarda che pelle! guarda che vetre sodo che me li daresti tu quarantanni? eppure sono quaranta sai!!
    A me scappa un commento ad alta voce: ma ché é una pubblicità? E lui: no! pura realtà!!
    Convinto lui… come al solito chi parla troppo distrugge se stesso… o chi si loda si imbroda..

  2. Aleyakke Dice:

    perché questo marcare l’età come fosse un’etichetta che ghettizza.
    Accettiamo il cambiamento.
    E’ nelle cose naturali della vita.

  3. Max Dice:

    bravo ale!!!!d’accordo…è difficile farlo, ma sono d’accordo!!!

  4. trimanda Dice:

    Tutto questo blog si regge sull’esigenza di narrare la differenza costituita dall’etài e cio’ che questa differenza comporta. La differenza è una piega dell’esistenza, un luogo oscuro dove di fatto si svolge la vita delle persone.
    Se dovessi ignorarla, questo blog chiuderebbe perché verrebbe meno l’esigenza stessa che mi ha spinto ad aprirlo, quella di raccontare questa dimensione sconosciuta.
    Quella differenza esiste e una sorta di pregiudizio banale e feroce non permette di vederla. La fitness dell’anima non esiste.
    p.s. aggiungo che secondo me questo pregiudizio funziona anche per gli eterosessuali. La convenzione giovanilistica del voler vedere giovane ciò che è vecchio è sfatto è davvero insopportabile


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