“Scandalo” (ma i giornali le pesano mai le parole?) in Canada perché le maglie dell’hockey faranno parte di un film dove c’è un giocatore gay. “Per ammorbidire l’immagine troppo virile del nostro sport” dicono alcuni, “ma il nostro sport non è gay” dicono altri.
La cessione di sovranità di certi ambienti tradizionalmente omofobi verso la tematica gay – lo sport, l’esercito – sono davvero un segno dei paesi e della loro accettazione, digestione dell’alterità sessuale realmente avvenuta, o solo ammiccamento?
La Spagna ha messo a disposizione l’isitituto del matrimonio, ma bisognerebbe chiedere agli spagnoli cosa ne pensano. In Isreale l’esercito ha permesso che con le sue divise e con i suoi mezzi si girasse Yossi & Jaegger ma poi il Pride di Gerusalemme è stato confinato in uno stadio per evitare la furia dei fondamentalisti. I francesi hanno messo i nazionali di Rugby su un calendario, ma quando si viene al dunque, il campione si copre e che il pubblico sbavi (esporsi, in un ambiente omofobico, è ancora trasgressione, no?)
Da noi lo sforzo estremo è Nonno Libero e ci sono proteste pure per quello. Da noi lo sport resta inespugnabile. Da noi il Noto Campione di cui si fa pettegolezzo da anni si è sposato. Peccato, quanti ragazzi del sud avrebbero avuto vita migliore se lui avesse avuto più coraggio.
Ma da che pulpito vien la predica, questo è un blog anonimo, che vado dicendo? Però io non sono un divo, nemmeno del calcio, e neanche una diva (mi sono sempre sentito Gloria Swanson in Viale del Tramonto, ma questa è un’altra storia).
Novembre 26, 2006 a +00:0020065030UTC26: pm30 Domenica,Novembre,26,06
Daccordo con le tue parole, immagino che la presenza gay nello sport, nell’esercito e in qualunque altro posto, rispecchi la medesima percentuale di chi, velatamente, sfacciatamente, segretamente rappresenta la percentuale frocia di questa pazza e malata società.
Quindi forse un giorno, a forza di piccole spallate, il mondo si renderà finalmente conto che anche questa è una variabile possibile della vita su questo pianeta.