L’anziana ex suocera, cresciuta a Proust in francese e invecchiata a Edizioni Adelphi, parla a una nipote liceale con occhi velati di commozione di Aschenbach, di Tadzio, del film di Visconti e di Thomas Mann. Riesce a farlo senza mai nominare la passione di Aschenbach per il ragazzo. Ne parla come una guida turisitica del monumento che vi mostra in fretta. Esternalità. La nipote ride, ha capito, non fa domande. Credo che la vecchia scapperebbe se solo sospettasse di che incontri e quali sguardi è fatta la passione di un vero vecchiofrocio. Altro che morte al tramonto e quarta sinfonia di Mahler. Quella è la parte purgata del discorso.